Chi sono i vampiri?
Chi sono i vampiri?
I vampiri sono spesso associati al famoso Conte Dracula, sul cui mito sono stati create numerose opere televisive, vissuto in Romania, il conte Vlad Tapes, principe della Valacchia, che usava metodi cruenti, talvolta impalando con paletti le persone, denominato l'"impalatore" e dracul significa Stregone in rumeno, ma egli era figlio di Drac e Drac significa demone, egli dominò dal 1456 al 1462. Dopo la morte per decapitazione egli ottenne il soprannome di Vampiro a causa della sua smodata tendenza di pranzare e cenare alla vista del sangue. La parola Drac è anche l'identificazione del casato del conte Vlad .
Dall'anno 1337 in poi vari casi di aggressioni in villaggi e a persone sono stati attribuiti ai vampiri.
Al British Museum si trova custodita una tavoletta antica in cui si parla di vampiri con formule magiche per proteggersi da essi.
In molte tradizioni il vampiro non è altro che un ladro, un assassino o colui che ha violato le regole della religione locale e viene etichettato come mostro.
L'idea del Vampiro nasce anche per la paura dei defunti che hanno conti in sospeso nella vita terrena e che potrebbero tornare in vita per saldarli.
Con il termine "vampiro" si identifica lo spirito di una persona defunta o del suo cadavere, una creatura-simbolo delle forze del male che si agitano in una specie di vita quando "la luce del Sole é morta". L'origine del Vampiro é antichissima e con diverse varianti, si perde nella notte dei tempi ed ha un notevole ruolo nella cultura di quasi ogni popolo. Il più antico testo si legge in una tavoletta babilonese conservata al British Museum: una formula magica che serve a proteggere dai Demoni Notturni succhiatori di sangue,che erano gli Etimmé. Gli antichi ebrei temevano l'Aluka (letteralmente "succhiatore di sangue"), un essere che assaliva i viandanti nel deserto. La stessa Lilith, demone assiro diventato nella tradizione ebrea la prima e malvagia moglie di Adamo che era un demone del genere "Succubus", la variante femminile del genere "Incubus": golosa del seme umano entra di notte nel letto degli uomini e li prosciuga di ogni forza. Da Lilith, le Lilin: queste succhiano il sangue dei bambini e se un bambino ride durante il sonno vuol dire che sta giocando con Lilith, per salvarlo occorre dire (possibilmente in ebraico) "Adamo, Eva, fuori Lilith!".
Esistono i vampiri?
Sebbene anche io sia molto attratto da questa figura, e' con un po’ dispiacere che rispondo alla fatidica domanda: assolutamente no.
Ma andiamo a vedere cercando di capire il perche' e cosa, in tempi antichi poteva essere scambiato per un vampiro.
Il vampiro, inutile negarlo, durante l’ormai sua ultracentenaria esistenza letterale, ha ispirato tutti i campi dell’arte. Ha colpito ed ammaliato molti di noi con il suo fascino romantico e solitario ma al tempo stesso temibile e sanguinario.
Questo perché volenti o nolenti, il vampiro è comunque parte della nostra cultura, ha creato ammiratori fanatici, fan-club, ha permesso la creazione di un’apposita e specifica ala di letteratura e di cinema, è in definitiva uno dei piu' amati personaggi della cultura fantastica occidentale e non.
Ma come per tutti i miti , confondere fantasia con realta' diventa spesso una tappa obbligatoria, questo perché si cerca di creare la leggenda, la possibilita' di mettere la sua esistenza in uno status di discutibilita'.
Il vampiro, che ha oltretutto creato un vero e proprio life style per alcuni seguaci devoti (ad esempio persone che modificano i propri canini, etc..), non è solamente una leggenda, ma qualcosa in cui credere ciecamente.
Ovviamente come quando il baccano si fa assordante, ci sono state persone, e ci sono tuttora, che sostengono di avere prove inoppugnabili e concrete dell’esistenza dei vampiri nella storia e persino del mondo moderno.
Anche se queste prove non sono mai state rese pubbliche, così come per molti altri campi del paranormale, mi sento comunque di dire che vi è un fondo di verita' nell’esistenza del vampiro.
La principale ispirazione dello scrittore irlandese (tra l’altro in giovane eta' ricercatore medico) , è una rarissima malattia del sangue trasmessa generalmente per cause ereditarie; la Porfiria. Vedrete infatti delle sbalorditive connessione tra le caratteristiche di questa malattia e le particolarita' del vampiro.
Giusto per onor di cronaca, è corretto dire che tale malattia è oggi quasi scomparsa e totalmente curabile.
L’ultimo censimento a riguardo contava 100.000 persone affette in tutto il mondo.
E’ una sindrome clinica (o meglio gruppo di sindromi cliniche) determinata da un alterato metabolismo delle porfirine. È dovuta a mutazioni nei geni che regolano la biosintesi dell’eme, gruppo prostetico dell’ emoglobina;
La Porfiria è suddivisa in diversi gruppi, associati a disturbi di diversa intensita' e caratteristiche sintomatologiche, non che varianti di evoluzione del virus stesso nell’organismo ospite.
Nella forma di Porfiria eritropoietica congenita o Morbo di Gunther (CEP),i principali sintomi sono una fortissima anemia (da qui il classico pallore dei vampiri) e fotosensibilita' alla luce del Sole. Questa è forse la peculiarita' più conosciuta delle debolezze del vampiro. Infatti, proprio per come accadrebbe ad un nosferatu, il malato di Porfiria deve evitare di esporre la pelle direttamente al Sole, altrimenti la zona interessata dall’esposizione diretta ai raggi UV si ustionerebbe favorendo seguitamente lo sviluppo di bolle e cisti.
Altra insolita e bizzarra caratteristica di questa malattia è l’eritrodonzia, disturbo che colora letteralmente i denti di un colore fosforescente, facendo così suggerire un’ allungamento spropositato dei medesimi, addirittura visibili in ambienti poco illuminati.
Tale fluorescenza è dovuta alle porfirine che si depositano nel fosfato di calcio dei denti. E non è finita.
Il malato di Porfiria non puo' assolutamente mangiare, e nei casi più estremi nemmeno toccare il comune aglio. Questo perche' l’aglio, contrariamente a quanto succede nelle persone sane, nei malati di Porfiria esalta le tossine presenti nel sangue e fa peggiorare notevolmente la malattia.
In altri casi meno frequenti, la Porfiria può causare anche:
retrattilita' della gengive ,che associata all’eritrodonzia farebbe sembrare i denti un qualcosa di inumano, rachitismo degli arti, in particolare delle mani (aggravato tra l’altro dalla mancanza di contatto alla luce del Sole) facendo così prendere alla mano umana una forma bestiale.
La mancata assimilazione di raggi UV inoltre, potrebbe negli anni deformare leggermente un viso umano, che gia' soggiogato da un pallore estremo e dai sintomi sopra riportati,prenderebbe le sembianze di un vero e proprio grugno demoniaco.
Un’altra forma di Porfiria ad esempio la Porfiria Cutanea Tarda (PCT), seppur manifestando la stessa comune fotosensibilita' con conseguente lesione cutanee al contatto diretto con il Sole, incrementa la crescita di peluria all’altezza del viso, in particolare degli zigomi. E’ ragionevole quindi presumere che sia da questa particolarita' che il vampiro abbia in molte delle sue varianti una folta peluria selvatica simile a quella di un lupo, di un pipistrello o di una fiera.
Il sistema nervoso, dopo quello circolatorio, è il secondo bersaglio di questa malattia. Un malato di Porfiria infatti, può occasionalmente avere forti disturbi neurologici seguiti da una forte paralisi che lasciava il soggetto in uno stato di catalessi anche per giorni….in alcuni casi simile alla morte.
Non sono rari nel passato i casi in cui un malato di Porfiria si svegliasse durante l’estremo saluto mentre era comodamente messo dentro ad una bara.
Ecco quindi un’altra spiegazione delle caratteristiche abitudinarie del vampiro; la catalessi in una bara seguita da un risveglio.
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